Fey von Hassel

FEY VON HASSELL

 (22/10/1918 - 12/02/2010)

 

Redazione a cura di alcuni studenti della classe 4ATT coordinati dalla prof.ssa Maria Liana Rigutto e dal prof. Michele Galiussi.

 

Fey Von Hassel è stata una figura di straordinario coraggio e forza, legata in modo profondo alla regione Friuli Venezia Giulia. La sua vita incarna la resistenza silenziosa e la sofferenza delle vittime.

 

Le origini e il legame con l’Italia

Nasce a Berlino il 22 ottobre 1918, figlia di Ulrich Von Hassell (nobile diplomatico tedesco) e Ilse Von Tirpitz. Arriva a Roma nel 1932 al seguito del padre, nominato ambasciatore prima per la repubblica di Weimar e poi il terzo Reich.

Il matrimonio in Friuli

Nel 1940 sposta l’ufficiale italiano Detalmo Pirzio Biroli, appartenente alla prestigiosa famiglia friulana Sarvognan di Brazzà.

Fey si trasferisce nel castello di Brazzacco di Moruzzo (Udine), dove nascono i figli Roberto e Corrado.

Il colpo di Stato fallito e la deportazione

Il padre di Fey, Ulrich, si allontana dal partito nazista e partecipa alla celebre congiura dell’operazione “Walkiria” (20 luglio 1944) per attentare alla vita di Hitler. Il golpe fallisce e l’uomo viene giustiziato a Berlino.

L’arresto “Sippenhaft”

Per vendetta trasversale (la colpa di sangue che colpiva i familiari), la Gestapo arresta Fey a Brazzacco come “Familiare corresponsabile”. Viene separata dai figli piccoli (di due e quattro anni) e deportata in vari campi di concentramento, tra cui Buchenwald e Dachau.

Un ordine diretto di Hitler ne imponeva l’esecuzione, ma Himmler (diretto superiore della Gestapo) decide di tenerla in vita come ostaggio per trattare con gli alleati.

Il ricongiungimento

Alla fine del 1945, Fey viene liberata e ritrova il marito (che aveva combattuto nella Resistenza italiana con il CLN). Insieme riescono a rintracciare i due figli in un orfanotrofio del Tirolo.

La memoria storica

Nel dopoguerra Fey scrive opere autobiografiche (tra cui “Mai piegarsi”), volti a dimostrare che non tutti i tedeschi avevano sostenuto il nazismo.

Fey Von Hassel si è spenta all’età di novantuno anni all’ospedale di San Daniele del Friuli.

La sua incredibile vicenda di madre e di sopravvissuta è stata anche raccontata nella miniserie Rai del 2006 “I figli strappati”.

Perché è importante ricordarla?

Ricordarla è fondamentale perché la sua vita ci insegna una grande lezione. È stata una “madre coraggio” che separata ingiustamente dai suoi figli, non si è mai arresa, insegnandoci che l’amore e la speranza sono più forti di ogni cattiveria. In un’epoca buia, la sua famiglia ha avuto il coraggio di dire “no” al totalitarismo, ricordandoci che abbiamo sempre la libertà di scegliere il bene e l’onestà anche quando è difficile. Infine la sua storia ci dimostra che il passato non è lontano, ma ha toccato da vicino la nostra terra e le nostre case.

 

Ricordarla oggi ci aiuta a diventare cittadini migliori.

 

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA

 

Enciclopedia delle donne | Biografie | von Hassel Fey: Berlino 1919 - Castello di Brazzà (UD) 2010

Detalmo Pirzio-Biroli, Finestre e Finestrelle su Brazzà e altrove, Campanotto Editore, 2005

Fey von Hassell, I figli Strappati. 1932-1945 dall’Ambasciata di Roma ai Lager nazisti, con prefazione di Giuliano Vassalli, Edizioni dell’Altana, Roma, 2000

Ulrich von Hassell, Diario segreto 1938-1934, Editori Riuniti, 1996

La 'Valchiria' Fey von Hassell, la donna che sopravvisse a Hitler nonostante fosse figlia, moglie e amante di cospiratori contro il 'Führer' | Racconti