Stop alla violenza sulle donne


 

LO STRINGHER DICE STOP ALLA VIOLENZA SULLE DONNE

Si è tenuto all’istituto Bonaldo Stringher l’incontro con l’associazione “Zero su Tre” contro la violenza sulle donne.

Il giorno 25 Novembre 2019 in occasione della giornata contro la violenza sulle donne, alcune sezioni del settore tecnico del turismo e del settore alberghiero, hanno partecipato all’incontro “Zero su Tre”, la professoressa Stefania Nonino ha presentato l‘associazione 0 su 3 che dal 2016 opera sul territorio tramite due sportelli d’ascolto siti in Udine e San Giorgio più una piattaforma digitale a cui le donne in difficoltà possono fare appoggio, i referenti di tale associazione sono: Raffaella Ambrosio (mediatore familiare e counselor professionista) e Maura Caisutti (counselor professionista).

Prima dell’inizio della conferenza c’è stato l’intervento di due ragazzi frequentanti l’istituto, i quali hanno elaborato un video inerente al tema, sulle note di una canzone di Mia Martini, cantata da uno studente.

Raffaella Ambrosio spiega che Il 25 Novembre 1960 tre sorelle furono torturate e uccise da agenti del Servizio di informazione militare della Repubblica Dominicana perché tentarono di contrastare il regime di Rafael Leonidas Trujillo e il tutto fu fatto passare per un incidente. Da questo, nel 1999, le Nazioni Unite hanno deliberato che il 25 Novembre venga considerata la Giornata Internazionale contro la violenza nei confronti delle donne.

Come mostrato dalle slide la Dichiarazione sull’eliminazione della violenza contro le donne, approvata dall’ONU nel 1993, viene definita come: “Qualsiasi atto di violenza per motivi di genere che provochi o possa verosimilmente provocare danno fisico, sessuale o psicologico, comprese le minacce di violenza, la coercizione o privazione arbitraria della libertà personale, sia nella vita pubblica che privata”.

Ambrosio ha proseguito leggendo e analizzando le leggi che tutelano la donna, come la Convenzione di Istanbul che riconosce a violenza sulle donne come derivata dall’antica tradizione della nostra società patriarcale in cui in cui il potere è nelle mani dell’uomo.

Al giorno d’oggi esistono fonti sovranazionali, tra le quali ricordiamo la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, volte a punire e prevenire tali comportamenti.

Un’altra nuova arma a disposizione delle donne è il “Codice Rosso” che prevede pene più pesanti per reati di maltrattamento contro familiari e conviventi, violenza sessuale di gruppo, violenza sessuale, atti persecutori, diffusione illecita di immagini e video sessualmente espliciti, costrizione o induzione al matrimonio, delitto di deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso, previsione di indagini più veloci.

In Friuli-Venezia Giulia c’è una legge regionale, la numero 17/2000 che promuove iniziative di contrasto alla violenza in tutti gli ambiti in particolare quello famigliare, finanzia progetti antiviolenza e prescrive di lavorare in rete.

Sono state analizzati alcuni dati, secondo una review globale del 2013, il 35% delle donne nel mondo ha subito violenze di tipo fisico o sessuale. Alcuni studi mostrano che in alcuni paesi la proporzione di donne che hanno subito violenze da parte di persone vicine sale al 70%. In Canada, Australia, Israele, Sud Africa e Stati Uniti tra il 40% e il 70% gli omicidi riguardano donne.

Nel Unione Europea il 50% delle donne ha subito violenze sessuali.

In Italia oltre 14 milioni di donne sono state oggetto di violenza fisica, sessuale o psicologica nella loro vita. La maggior parte di queste violenze sono esercitate dal partner o nell’ambito familiare, il 24,8% dei casi la violenza è stata ad opera di uno sconosciuto. Oltre il 90% dei casi non è stato denunciato.

A questo punto della conferenza c’è stato l’intervento dell’alunna Martina Lentini la quale ha presentato un monologo di Paola Cortellesi rivisto da lei.

Riprende la parola Maura Caisutti illustrando quali sono gli stereotipi ancora presenti nella società odierna, mostrando slide rappresentanti immagini di donne che si occupano delle faccende domestiche mentre l’uomo legge il giornale seduto in poltrona.

La conferenza si conclude con la classe 2°E alberghiero che si posiziona davanti al pubblico di studenti mostrando i palmi delle mani e gridando “stop alla violenza”.

 

Sharon Snaidero

Verona Ilaria

5ATT 26/11/2019