Banche: bonifici, bollette e prelievi. Come difendersi dal caro-sportello

 I rincari riguardano ormai quasi tutti i servizi (bonifici, domiciliazione utenze, prelievi con bancomat, ecc.) e colpiscono soprattutto le famiglie. E’ quanto emerge su sei diverse banche (Intesa Sanpaolo, Unicredit, MPS, BNL,BPM, UBI) che mette a confronto le variazioni intervenute da maggio a settembre 2010 sui conti correnti dei consumatori.

Per le banche italiane è finita un'estate calda. Per i loro clienti inizia un autunno rovente. Sono bastati quattro mesi, il periodo maggio-settembre, da quando cioè la Banca d'Italia ha obbligato gli istituti a mettere a fianco di ogni conto corrente l'Isc (l'indice sintetico di costo annuo), perché partisse la corsa ai rincari. Ieri è toccato ai prelievi, ora è la volta dei pagamenti: bonifici e utenze, le bollette.
Anche su operazioni finora a costo zero, come domiciliazione e ordine ripetitivo.
C'è chi non faceva pagare il bonifico permanente e ora chiede fino a 4,5 euro, come il Monte dei Paschi di Siena. Chi voleva zero per la domiciliazione delle utenze e adesso chiede 85 centesimi, come Ubi. Chi il bonifico via Internet lo eseguiva gratis e oggi invece applica una commissione di un euro (sempre Mps).
In più è spuntato un nuovo costo nelle banche: la «rata finanziamenti per acquisti». Si paga un euro, è la new entry di Mps e della Popolare di Milano.

Capitolo bonifici

Per l'«effetto Mps», in media sono saliti tutti: 6,81 euro quelli per cassa (era 6,73), quasi 2 euro quelli permanenti (1,88 euro contro 1,28 a maggio), 54 centesimi online (erano 37). In compenso, è sceso da 4,03 a 3,86 euro il bonifico allo sportello con addebito in conto, sempre per l'effetto Mps, che, questa spesa, l'ha ridotta.

 Quanto agli altri canali: pagare le bollette per cassa costa

 

 In media ormai 4,15 euro (era 3,81), allo sportello con addebito in conto 2,32 euro (era 2,30), via Internet 76 centesimi (erano 72). «Abbiamo alzato i costi, che ricordiamo sono solo per i nuovi clienti, per due motivi - dice Mps -. Primo, perché i nostri listini erano fermi da anni. Secondo, per l'impatto della direttiva su servizi e pagamenti, che ha spinto le banche a riequilibrare la struttura dei costi. Per noi ci sono maggiori oneri, perché elimina totalmente i ricavi dai giorni-valuta».
Il paradosso è che questa direttiva è nata, come l'Isc, a vantaggio dei consumatori. Il bicchiere mezzo pieno è che, grazie alla trasparenza, oggi i clienti possono confrontare davvero i costi. E decidere, nel caso, di cambiare la banca.

REALIZZATO DA : Arapi Ensa
NOTIZIA 28/01/2011